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Fancybox come posizionare e rendere sempre visibili le icone sinistra/destra di navigazione con i css

Ho ricevuto alcune richieste che riguardano “Fancybox“, l’ottimo visualizzatore di immagini in overlay, per una modifica che riguarda la visualizzazione e la posizione delle icone sinistra/destra di navigazione.

Le richieste sono tutte dello stesso tipo, variando solo nella posizione delle icone, rendere sempre visibili le icone di navigazione.

Il codice css che segue svolge tutto il lavoro:

#fancybox-left-ico, #fancybox-left:hover span {
left: -20px !important;
top: 100% !important;
}
#fancybox-right-ico, #fancybox-right:hover span {
left: auto !important;
right: -20px !important;
top: 100% !important;
}

e questo è un esempio del risultato

Fancybox css modificationpotete variare i valori delle regole css per ottenere la posizione che desiderate.

Clonazione in serie e creazione di immagini radiali con Inkscape

Nell’esempio disegneremo un quadrante di orologio con il dettaglio ai minuti, quindi diviso in 60 parti, iniziamo.
Aprite Inkscape e selezionate lo strumento Bezier “Inkscape strumento Bezier“, con un clic fate il punto di partenza e tenendo premuto il tasto Ctrl (per mantenere la linea perpendicolare), trascinare il mouse verso il basso, terminate il tracciato con un click destro del mouse, la figura in basso mostra il risultato.
Inkscape tracciato con strumento Bezier

Selezionate la funzione “Crea cloni in serie” raggiungibile dal menù “Modifica -> Clona“, avremo a disposizione la finestra dove sarà possibile impostare i parametri per la clonazione/rotazione del tracciato selezionato.
Inkscape Crea cloni in serieAdesso configuriamo le parti che interessano all’esempio con i valori appropriati.
Selezioniamo “Simmetria” e scegliamo “P1: traslazione semplice“, dovrebbe già essere così di default, in basso scegliamo la voce “Righe, colonne” ed impostiamone i valori a “1 x 60“.
Passiamo alla sezione “Spostamento” e impostiamo “Spostamento X: -> Per colonna: -100“, poi “Spostamento Y: -> Per riga: -100“, tutto il resto di questa sezione invariato.
Spostiamoci alla sezione “Rotazione” ed impostiamo “Angolo: Per colonna: 6“.
Cliccando su “Crea” dovreste ottenere la figura seguente:
Inkscape tracciato clonato e ruotato

Ora selezionate un punto qualsiasi del tracciato e premete i tasti “Shift-D” per scegliere il tracciato originale che è stato clonato, questo ci serve perchè modificandolo andremo ad ottenere le variazioni su tutti i cloni.
Selezionate lo strumento nodi “Inkscape strumento Nodi” e accorciate verso l’alto il tracciato, tenendo premuto il tasto Ctrl per proseguire senza scostamenti, dovreste avere come risultato un quadrante come segue.
Inkscape creazione radiale quadranteCon queste basi potete sicuramente sperimentare…

Ridimensionare molte immagini con Gnu/Linux e ImageMagick da linea di comando

Recentemente ho avuto la necessità di ridimensionare molte immagini tenendo conto del fatto che avevo bisogno di specificare una dimensione, nel mio caso la larghezza, mantenendo il rapporto di grandezza con l’altra dimensione in automatico.
Ho pensato che la soluzione migliore era di usare ImageMagick (convert, mogrify) quindi mi sono messo alla ricerca di informazioni sulle opzioni disponibili da usare per ottenere ciò di cui avevo bisogno.
Ho trovato questo breve articolo “Tip : Batch resize images on Ubuntu Linux” utilissimo sul sito Baptiste Wicht di cui ripropongo una traduzione/rivisitazione, che risolveva la mia necessità.

In Linux c’è uno strumento molto potente per automatizzare l’elaborazione delle immagini da linea di comando. Si chiama ImageMagick per farlo. Sicuramente ci sono un sacco di altri pacchetti/utilità che fanno la stessa cosa, ma questo è il primo che ho trovato e funziona bene.

Quindi, in primo luogo, è necessario installare ImageMagick, se già non lo si ha a disposizione:

sudo apt-get install imagemagick

E poi è possibile ridimensionare tutte le immagini, in questo caso jpg, ad una larghezza di 640px, nell’esempio, della cartella corrente utilizzando il comando:

mogrify -resize 640 *.jpg

Se si desidera ridimensionare specificando l’altezza, è sufficiente aggiungere una x:

mogrify -resize X640 *.jpg

È inoltre possibile specificare larghezza e altezza massime, che può essere utile se si dispone di grandi immagini e non si desidera una larghezza maggiore di x e una altezza maggiore di y, ma non si desidera ridimensionare le immagini più piccole di quella dimensione nella stessa cartella.
Ecco un esempio il ridimensionamento delle immagini se la larghezza è maggiore a 1280 o altezza superiore a 1024:

mogrify -resize ‘1280X1024>’ *.jpg

Con i comandi che abbiamo visto sopra il rapporto tra le dimensioni è conservato.

Se non interessa la distorsione dell’immagine semplicemente con questo comando:

mogrify -resize ’20X20!’ *.jpg

tutte le immagini saranno ridimensionate 20 x 20 pixel, grazie al punto esclamativo mogrify non tenterà di preservare le proporzioni.

Se volete maggiori informazioni sulle possibili opzioni di ridimensionamento, è possibile consultare la documentazione di ImageMagick.

a Frida

Una pittrice ha deciso di fare un piccolo omaggio a Frida Kahlo, eseguendo un disegno – grafite su carta – successivamente elaborato da me con Gimp per ottenere un wallpaper liberamente scaricabile che speriamo possiate apprezzare.

Tratto da una sua fotografia molto bella.

Vorrei suggerirvi di leggere il bel libro di Rauda Jamis su Frida.

Per finire alcune informazioni

Frida Kahlo, il cui nome completo era Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954), è stata una pittrice messicana.

La vita

Frida Kahlo era figlia di Wilhelm Kahlo, tedesco, nato a Baden-Baden da genitori ebrei tedeschi, emigrato in Messico dall’Ungheria (dalla città di Arad, oggi sotto la Romania). Fu una pittrice dalla vita quanto mai travagliata. Sosteneva di essere nata nel 1910, poiché si sentiva profondamente figlia della rivoluzione messicana di quell’anno e del Messico moderno. La sua attività artistica ha avuto di recente una rivalutazione, in particolare in Europa con l’allestimento di numerose mostre.

Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò talento artistico e uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.

A 17 anni rimase vittima di un incidente stradale tra un autobus su cui viaggiava e un tram, a causa del quale riportò gravi fratture tra cui 2 alle vertebre lombari, 5 al bacino, 11 al piede destro e la lussazione del gomito sinistro, inoltre un corrimano dell’autobus si staccò, le trafisse il fianco e uscì dalla vagina. Ciò la segnerà a vita costringendola a numerose operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel suo letto di casa col busto ingessato. Questa forzata situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo soggetto fu un suo autoritratto che in seguìto diede in dono al ragazzo di cui era innamorata. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo tale che potesse vedersi, e dei colori; cosicché iniziò la serie di autoritratti. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a recuperare la capacità di camminare, sebbene non senza dolori, che sopporterà a vita. Portò i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera rimase colpito dallo stile moderno della giovane artista tanto che la trasse sotto la sua ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana.

Divenne un’attivista del partito comunista messicano cui si iscrisse nel 1928, partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di colui che era stata la sua “guida”. Infatti nel 1929 il 21 agosto sposò Rivera, che era al suo terzo matrimonio, pur sapendo dei continui tradimenti a cui andava incontro. Dopo anni di dolori coniugali,prese a fare lo stesso, anche con esperienze omosessuali.

In quegli anni al marito Rivera furono commissionati alcuni lavori negli USA, come il muro all’interno del Rockefeller Center di New York, o gli affreschi per la fiera internazionale di Chicago. A seguito dello scalpore suscitato dall’affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio era chiaramente raffigurato col volto di Lenin, gli furono revocate tali commissioni. Nello stesso periodo di soggiorno a New York la Kahlo rimase incinta, per poi avere un aborto spontaneo a gravidanza inoltrata a causa dell’inadeguatezza del suo fisico a sopportare una gestazione. Ciò, ovviamente, la scosse molto. Quindi decise di tornare in Messico col marito.

I due decisero di vivere in due case separate collegate, però, da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi “da artista”. Nel 1939 però, i due divorziarono a causa del tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, la sorella di Frida.

Rivera tornò da Frida un anno dopo, difatto non l’aveva mai dimenticata e, malgrado i tradimenti, mai aveva smesso di amarla. Le fece una nuova proposta di matrimonio che lei accettò non senza qualche riserva. Si risposarono nel 1940 a San Francisco. Da lui aveva assimilato uno stile volutamente naïf che la portò a dipingere in particolare piccoli autoritratti ispirati all’arte popolare e alle tradizioni precolombiane. La sua chiara intenzione era, ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native, affermare in maniera inequivocabile la propria identità messicana.

Il suo cruccio maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (e all’epoca discussa) storia d’amore con Rivera è raccontata in un suo diario. Ebbe – dicono le cronache – numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che, neanche all’epoca, potevano passare inosservati come quelli del rivoluzionario russo Lev Trotsky e del poeta André Breton. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti[senza fonte]. Pochi anni prima della sua morte le venne amputata la gamba destra, in evidente stato di cancrena. Le ultime parole che scrisse nel suo diario sono “Attendo con gioia la mia dipartita. E spero di non tornare mai più.” (fonte Wikipedia)

Gimp come creare un effetto di scoloritura.

Gimp come creare un effetto di scoloritura.

Creare un effetto con Gimp di tinta scolorita e vissuta è molto semplice, vediamo come fare …..

Aprite il file su cui volete ottenere l’effetto, oppure create una nuova immagine per fare una prova, selezionate la parte a cui volete applicare l’effetto di scoloritura usando gli strumenti di selezione più adatti all’area che volete trattare.

Aprite dal menù il filtro “Fog…” (Filters -> Render -> Clouds -> Fog…)
ed otterrete la finestra seguente.
Foggify

Agite sul colore scegliendo quello che preferite e sulla turbolenza (Turbulence), io ho dato un valore di 4 nell’esempio che vedete in alto, a questo punto cliccate su OK ed otterrette l’effetto.

Fate qualche prova cambiando il valore della turbolenza e dell’opacità finchè non siete soddisfatti. Buon divertimento.

UniConvertor, traduttore di grafica vettoriale.

UniConvertor, traduttore di grafica vettoriale.UniConvertor è uno strumento a linea di comando molto utile per tradurre grafica vettoriale da da e verso differenti formati, ad esempio da Adobe Illustrator (fino alla versione 9 perchè il formato AI deve essere basato su postscript) a SVG (Scalable Vector Graphics), altre informazioni direttamente dal sito del progetto.

UniConvertor è un traduttore universale di grafica vettoriale. La conversione da un formato ad un’altro viene fatta tramite il motore sK1.
Lo sviluppo dei vari moduli per l’importazione/esportazione si trova in differenti fasi e la qualità e le funzionalità dei vari formati sono differenti da uno all’altro.

L’uso di questo strumento e semplice ecco un esempio:

$ uniconv disegno.ai disegno.svg

per convertire da un file generato da Adobe Illustrator a SVG.

Ecco una tabella aggiornata alla versione 1.1.1 di UniConvertor dei filtri disponibili:

Import filters: Export filters:
  • CorelDRAW ver.7-X3,X4 (CDR/CDT/CCX/CDRX/CMX)
  • Adobe Illustrator up to 9 ver. (AI postscript based)
  • Postscript (PS)
  • Encapsulated Postscript (EPS)
  • Computer Graphics Metafile (CGM)
  • Windows Metafile (WMF)
  • XFIG
  • Scalable Vector Graphics (SVG)
  • Skencil/Sketch/sK1 (SK and SK1)
  • Acorn Draw (AFF)
  • AI (Postscript based Adobe Illustrator 5.0 format)
  • SVG (Scalable Vector Graphics)
  • SK (Sketch/Skencil format)
  • SK1 (sK1 format)
  • CGM (Computer Graphics Metafile)
  • WMF (Windows Metafile)
  • Sulla home page del progetto sono disponibili i pacchetti per molte distribuzioni e i sorgenti.

    GIMP supporta nativamente i pennelli di Photoshop.

    caff�Dalla versione 2.4 Gimp (GNU Image Manipulation Program) supporta nativamente i pennelli di Adobe Photoshop nel formato .abr (versione 2),
    quindi non bisogna più eseguire la conversione tanto utile quanto lunga e tediosa (per capire quanto tediosa ho messo un link), ma basta soltanto copiare i file con estensione .abr nella cartella dei pennelli di Gimp (nella distribuzione Ubuntu /usr/share/gimp/2.0/brushes/).
    Se volete fare delle prove, rispettando le indicazioni degli autori per il loro uso, vi riporto qualche link dove trovare pennelli per Photoshop psbrushes.net, brusheezy.com, tutorialblog.org buon divertimento.